Pizzo borgo marinaro |
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Pizzo è costruita su di in promontorio roccioso per tre lati bagnato dalle acque del Tirreno Meridionale. Il lato a levante è un costone roccioso, un tempo sede di cave di pietre e marmo, ora ricoperto da una fitta boscaglia che in alto, nella piana degli Scrisi, diventa una bellissima pineta. Per cui è naturale che le attività marittime abbiamo costituito da sempre le principali attività economiche degli abitanti. Nei tempi passati Pizzo era particolarmente forte nel piccolo cabotaggio trasportando merci prodotte in Calabria verso la Capitale Napoli ed anche oltre verso Marsiglia con l'olio usato per la produzione dei saponi. Altrettanto forte era in tutte le attività della pesca ed in quella del tonno in particolare. Molto apprezzata anche dai Papi era la tonnina salata, che pigiata in botti di legno veniva esportata in tutto il mondo allora conosciuto. Dai Pizzitani dipendevano almeno tre tonnare: quella di Bivona, quella della Seggiola e quella di mezza Praia. Sono strutture tutt'ora esistenti di cui la prima recentemente ripristinata è stata trasformata in Museo della Tonnara in quanto conserva nei suoi capannoni alcune barche originali della tonnara usate fino ai primi anni '60. Le altra due sono dirupate, ma raggiungibili e visitabili. Quella della Seggiola, collocata subito a monte della spiaggia, è facilmente individuabile dalla struttura di opificio industriale fornito di ciminiere. Sono ben conservate le mura esterne, mentre la superficie interna è occupata dai marinai locali che vi hanno costruito dei piccoli rispostigli dove conservano gli attrezzi per la pesca. Ripristinata per intero è la LOGGIA della Marina. E' un locale abbastanza grande dove venivano portati i tonni appena pescati per essere commercializzati. Le barche della Tonnara arrivavano alla Marina di Pizzo, nei pressi dello Scivolo scaricavano i Tonni dopo la loro sventratura e pulizia interna di tutte le interiora. Il mare si tingeva di rosso e tutta la popolazione poteva accedere gratuitamente alle interiora dei tonni costituiti dalle trippe, dal lettume e dal vatarico. Quindi i tonni venivano trasportati a spalla fino alla LOGGIA dove attraverso solidi uncini venivano appese alle travi per farli scolare del sangue che ancora contenevano. Quindi venivano immessi in commercio o portati agli stabilimenti per la lavorazione del tonno che a Pizzo erano molto numerosi perchè quasi tutte le famiglie acquistavano il tonno per conservarlo sott'olio o sotto sale per l'inverno. Questo perchè la pesca del tonno era limitata ai mesi di Maggio - Luglio. L'importanza di Pizzo scaturiva dal fatto che ne l'occupazione spagnola ne il Regno dei Borboni si erano mai preoccupati delle Vie di comunicazioni che erano rimaste quelle dell'Antica Roma e cioè la Via Popilia. Tutto questo favoriva i trasporti via mare e Pizzo in questo primeggiava lungo tutta la costa del Basso Tirreno.
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